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balzac - bazin

La duchessa di Langeais
di Jacques Rivettes
Francia, 2007
Produzione Pierre Grise, Cinemaundici, Arte Cinéma
2h17

Il lavoro che Rivette ha intrapreso sull'opera di Balzac decisamente non puo' essere definito un adattamento. Allo stesso modo il cinema di Rivette non puo' essere definito, mai, in nessun caso, come "codificato", nonostante il ricco rapporto che tutti i suoi film instaurano con la letteratura, la pittura, la storia. Il cinema di Rivette è selvaggio, diretto, finalizzato a uscire dal codice; paradossalmente La duchessa di Langeais è esente da qualsiasi gioco di codici o tra codici: è una violenza contro i codici di seduzione tra uomo e donna e di adattazione tra letteratura e cinema. Jeanne Balibar e Guillaume Depardieu formano un duo perfetto --lei la testa, lui il corpo-, divergente e asincrono; e nessun casting è stato fatto per il film, è piuttosto il romanzo che è stato scelto in funzione degli attori: rovesciamento totale della logica dell'adattamento.
Comico e intenso, il realismo selvaggio di Rivette procede a colpi di ascia (Ne touchez pas la hache è il titolo originale) verso la morte, certa già dall'inizio del film: a colpi di ellissi, di zoom, di didascalie allusive Rivette tratteggia con leggerezza e gravità la necessità del meccanismo che conduce l'ossessione dei personaggi verso la morte: il giorno dopo, il giorno dopo, ancora... i personaggi arrivano sempre troppo tardi, le barriere tra loro si moltiplicano, e i passaggi narrativi sono sempre espressamente sottolineati, nella loro logica e stretta causalità, alla cui origine c'è la morte, ultima insuperabile barriera --fisica, e non più sociale o psicologica-- tra il Generale e la Duchessa.

maria guidone